Oggi parliamo della Quotazione del gas naturale. Le forme di investimento sono molteplici: sui titoli di Stato, sulle valute e cripto-valute, sul petrolio, i preziosi come oro e argento, sulle materie prime e anche sul gas naturale che ha un propria quotazione in borsa e di cui si può seguire l’andamento e stabilire quanto e come è conveniente investire in questa commodity. Con l’indebolimento durante il 2018 delle quotazioni del petrolio, si è rafforzato il prezzo, anche se molto dipende dalle condizioni climatiche e dalle richieste dei paesi in cui c’è la domanda.

Andamento della quotazione del gas naturale

Chi ha investito nel gas naturale nel 2018 ha riscontrato un beneficio in termini di profitto soprattutto sui derivati CFD (Contracts for difference). Si ricorda che i CFD sono prodotti derivati ad alto rischio per via della leva finanziaria, si stima che tra il 70% e il 90% di chi investe in CFD perde il capitale.54in ogni caso chi si sente sicuro di investire sul gas naturale in CFD può continuare a farlo anche nel 2019 perché le previsioni sono incoraggianti con un ampio margine di salita della quotazione del gas naturale. Il motivo dell’importante rialzo registrato nel 2018 è da rintracciare nella ripresa dopo il tonfo ai minimi livelli dal 2005 a causa del calo di scorte e dal contestuale aumento di domanda USA per via del peggioramento climatico. I cambiamenti climatici e una domanda diversificata hanno permesso un graduale rialzo della quotazione dl gas naturale che nel 2019 continuerà a registrare un trend solido considerato il graduale passaggio verso questa materia prima d parte dei paesi del Sud est asiatico, con la Cina a fare la parte del leone con il progressivo abbandono dei carburanti fossili e un aumento della domanda di gas naturale, stimato del 43% entro il 2040. Sul breve periodo, invece, il trend al rialzo continuerà ad essere sostenuto e influenzato dal clima che se si presenta ancora particolarmente rigido comporta un’inevitabile aumento della domanda di materia prima che porta al corrispondente incremento della quotazione.

Analisi della materia prima per la quotazione del gas naturale

quotazione gas naturale

Prima di decidere di investire e negoziare sul gas naturale è importante conoscere la materia, sapere di cosa si tratta, delle sue componenti e dei fattori che incidono sulla formazione del prezzo.

Per gas naturale si intende una miscela di sostanze chimiche – gli idrocarburi – che si trovano allo stato gassoso. Il gas naturale si estrae dal sottosuolo, come il petrolio, la sua composizione è prevalentemente metano e in quantità minori altre componenti come etano, propano, pentano, butano. Proprio perché la componente maggiore è rappresentata dal metano, il gas naturale lo si identifica generalmente con il metano stesso.

E' apprezzabile per la sua facilità di trasporto anche sulle lunghe distanze indipendentemente dallo stato liquido o gassoso che può avere. Il trasporto allo stato gassoso avviene tramite le pipe line o semplicemente gasdotti/metanodotti; si tratta di lunghe tratte di tubi con stazioni intermedie che servono a garantire il controllo della pressione e attraverso le quali il gas passa da un punto all’altro senza rischi di esplosione. Il gas allo stato liquido, invece, viene solitamente trasportato con le navi serbatoio che portano il gas presso le stazioni di stoccaggio o ai centri di rigassificazione. Il processo consiste nel trasformare il gas liquido in gas aeriforme da introdurre nella rete distributiva che porta il gas nelle abitazioni e negli edifici con allaccio. Ogni centro di stoccaggio ha al suo interno riserve di sicurezza che servono a coprire nelle emergenze le eventuali interruzioni di approvvigionamento. Poiché lo stoccaggio è costoso, ciò influisce sul prezzo finale del gas ed è per questa ragione che le riserve sono limitate al fabbisogno nazionale e limitatamente ad alcune settimane. I centri di stoccaggio sono ex-depositi di gas naturale in cui l’estrazione è esaurita, ma restano infrastrutture utili e già predisposte all’immagazzinamento.

L’estrazione avviene di pari passo con quello del petrolio perché spesso dove c’è il petrolio c’è anche il gas naturale quale risultato delle trasformazioni della sostanza organica depositata sui fondi marini e nel sottosuolo. La prima fase della ricerca consiste sempre nella perforazione dei pozzi e dei giacimenti dalla quale si evince la natura del deposito. Il gas può presentarsi come:

  • gas associato se disciolto nel petrolio o ne costituisce la copertura;
  • gas non associato se il giacimento è composto quasi esclusivamente solo di gas (come nella maggior parte dei giacimenti nel Mare del Nord).

L’estrazione del gas è relativamente “semplice” perché si trova sempre sotto uno strato di roccia che fa da tappo, quando il tappo salta o se ne provoca la rottura, il gas fuoriesce, al primo “schizzo” viene intrappolato in un tubo e convogliato nelle sue varie destinazioni.

Conoscere i processi produttivi del gas naturale e il suo trasporto significa conoscere su quali basi si definisce il prezzo della materia prima sulla quale si desidera investire e quindi, sostanzialmente, significa sapere come investire.

Come investire?

Le negoziazioni e la quotazione sul gas naturale – come per il petrolio, l’oro o le altre materie prime – non consistono nell’acquisto reale del prodotto, ma si negozia sul loro valore economico. Inserire nel proprio portafoglio di commodity, il gas naturale per fare trading significa fare un investimento sul quale si vogliono ottenere risultati economici immediati, perché si tratta di un bene dalla fluttuazioni molto rapide per cui è possibile approfittare dei momenti di volatilità per realizzare dei profitti, purché si abbia una certa esperienza alle spalle, e si sia particolarmente abili nell’interpretare i segnali di mercato. I beni ad alta volatilità, è noto, comportano rischi maggiori. Gli strumenti che permettono di negoziare in gas naturale sono: i futures a scadenza mensile e i CFD, entrambe sono forme rischiose, ma inevitabili in quanto si può negoziare sui contratti e i titoli non certo sull’acquisto diretto della materia prima.

Investire in gas naturale significa investire su una materia prima energetica dalle numerose applicazioni in ambito civile, industriale e militare. Le oscillazioni di prezzo sono anche influenzate dal consumo che in inverno aumenta soprattutto nei paesi dell’emisfero boreale; ciò significa sostanzialmente poter operare secondo due schemi:

  • sul mercato liquido ovvero aprendo e chiudendo posizioni anche ogni ora e piazzare ordini a esecuzione istantanea, puntando sulla volatilità basandosi sulle variazioni di prezzo intraday con risultati di guadagni o perdite immediate; oppure
  • attuando strategie di scalping o semi-automatiche con l’impiego di sistemi di analisi in grado di indicare in quale momento è più opportuno entrare sul mercato per piazzare un ordine.

Investire su una materia prima come il gas naturale con la leva finanziaria significa operare con capitali più grandi di quelli che si hanno a disposizione e aprirsi all’ipotesi di guadagnare giocando sul mercato al ribasso. Il rischio aumenta in proporzione; occorre scegliere le modalità di trading più consone alla propria indole e al proprio livello di rischio. Si ricorda che ad ogni operazione si paga una commissione quante più posizioni si aprono e si chiudono nell’arco di una giornata tante più commissioni vanno corrisposte alla piattaforma di trading su cui si opera.

CFD, Futures, ETF, fondi comuni energetici: quali scegliere?

quotazione del gas naturale

La scelta della forma di investimento dipende dal grado di rischio che si vuole affrontare. I Futures rappresentano la terza forma al mondo per volume di transazioni, ma il rischio è alto tanto quanto i CFD.

Gli ETF (Exchange traded fund)permettono di investire indirettamente sugli indici oltre che sul valore della materia prima, ma il rischio che comportano riguarda la composizione mista del fondo, per cui non si può investire o agire direttamente sul singolo bene dell’asset, ma sul pacchetto complessivo: se si intuisce che il gas naturale si muove verso il rialzo a differenza del petrolio, non è possibile sganciare dal fondo il singolo bene, ma deve seguire le sorti e l’andamento mediano anche degli altri beni inclusi nel pacchetto. I costi degli ETF sono in media più alti e la liquidità – la possibilità di venderli quando si aprono le posizioni – è vincolata alla disponibilità di acquisto delle quote da parte di altri trader e se il momento non è quello opportuno, la trattativa si conclude con un nulla di fatto.

Anche i fondi comuni energetici sono un ottimo investimento se si è poco propensi al rischio; offrono una maggiore libertà nella composizione del portafoglio, ma come gli ETF, la composizione mista comporta dei limiti di manovra e i costi di commissione sono più alti entro un range dal 2% al 20% sul guadagno.

I CFD sono il modo più rischioso di operare, ma anche quello che permette maggiori guadagni se si è sufficientemente abili perché offrono la possibilità di puntare sul ribasso tramite vendite allo scoperto o di investire con leva finanziaria con costi di commissione sulle singole transazioni più bassi.

Analisi storica della quotazione del gas naturale

I due mercati principali di scambio del gas naturale sono da sempre:

  • NyMEX (New York Mercantile Exchange) negli Stati Uniti; e
  • NBP (National Balncing Point) dell’International Petroleum Exchange (IPE) situato a Londra, Regno Unito.

Mercati minori di scambio del gas naturale sono il TTF nei Paesi Bassi e Zeebruge in Belgio. I trader online hanno la sola possibilità di trattare sul mercato NYMEX quotato in dollari. Su questo mercato, i fattori che influenzano il prezzo del gas naturale sono il petrolio come termine di paragone in materia energetica e le oscillazioni del dollaro, la valuta di quotazione del bene.

quotazione del gas naturale

L’analisi storica della quotazione del gas naturale permette di stimare come questo bene sia soggetto a forte volatilità. Nei soli ultimi 5 anni le fasi rialziste e ribassiste si sono succedute in modo disordinato. L’ultima tendenza rialzista è stata registrata tra l’aprile 2012 e febbraio 2014, successivamente si è osservato un generale ribasso del mercato energetico, con una tendenza al ribasso ancora perdurante, nonostante la ripresa nel 2018 e le stime di rialzo anche per il 2019. Il gas naturale – e in generale i prodotti energetici – sono fortemente influenzati dalla produzione e dalle politiche di importazione a livello mondiale. Ciò che influenza il prezzo del gas naturale sono:

  • Il valore del dollaro: la moneta con cui il gas viene scambiato a livello internazionale e che ne influenza l’andamento;
  • Il prezzo del petrolio: gas e petrolio corrono sullo stesso binario e il prezzo dell’uno influenza quello dell’altro;
  • La domanda: le fluttuazioni dei prezzi dipendono dai picchi in cui la domanda aumenta soprattutto l’inverno a picchi di stasi e in questi casi è più opportuno parlare di stagionalità della domanda;
  • Decisioni politiche: il gas naturale non è regolamentato da un’organizzazione come l’OPEC per il petrolio pertanto è maggiormente suscettibile alle crisi politico-economiche nelle regioni di estrazione e alle politiche di import/export, applicazioni di dazi e minacce di chiusura dei gasdotti in caso di dispute internazionali.
  • Difficoltà di stoccaggio ed erogazione: gli attuali metodi di stoccaggio e trasporto rendono difficile l’aumento di produzione in caso di necessità.

Tutti questi elementi contribuiscono alla formazione del prezzo del gas naturale, mane definiscono anche il grado di volatilità, per cui investire su un bene come il gas naturale può essere molto remunerativo, ma anche molto rischioso, per questo è importante conoscere bene il prodotto e la materia su cui si investe e rimanere sempre aggiornati e informai soprattutto quando si decide di operare con prodotti volatili e con strumenti ad alto rischio.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group