Oggi vediamo uno strumento, detto oscillatore stocastico, che è un utile indicatore diretto a minimizzare la volatilità dei prezzi in un preciso strumento finanziario. Usando questo strumento risulterà più semplice, per un investitore, andare a leggere il mercato e trarne dei vantaggi pratici.

La formula segreta della finanza

Fanno capo ad una serie di tool che tendono a predire la direzione del mercato finanziario. Questi tool sono molto utili quando l'interpretazione di un trend risulta particolarmente complessa. In questo modo, utilizzando questi indicatori per fare trading, sarà possibile analizzare nel dettaglio situazioni di ipercomprato e/o ipervenduto.

Analizzare gli oscillatori stocastici e capire come usarli. 

Da sottolineare che gli oscillatori appaiono spesso nella parte bassa di un grafico, in maniera sostanzialmente divisa dai prezzi. Quelli più rinomati sono:

  • oscillatore stocastico: è l'oscillatore più famoso (molto utile nelle fasi di mercato laterale). Confronta il prezzo di chiusura di un determinato strumento finanziario e i suoi movimenti (nell'ambito di un lasso di tempo preso come punto di riferimento). Viene rappresentato sotto il grafico dei prezzi da due linee che si incrociano in maniera perpetua. E' possibile calcolarlo attraverso due tecniche differenti (lo stocastico lento e quello veloce); a mutare è il modo in cui viene analizzata la media dei prezzi. I segnali che potremmo sfruttare utilizzando uno strumento del genere, del resto, nascono da queste strategie:
  1. l'incrocio delle linee dell'oscillatore
  2. il suo intervento in zone di ipercomprato e ipervenduto
  3. la direzione dei prezzi è contraria al movimento dell'oscillatore stocastico
  • RSIil Relative Strenght Index rappresenta l'indice di forza relativa. In pratica rappresenta un oscillatore in grado di definire la forza di un trend; viene illustrato come una linea che va da zero a cento al di sotto del grafico dei prezzi. E' discretamente apprezzato perché permette di minimizzare i "falsi segnali dei suoi colleghi"; viene utilizzato per mostrare situazioni di ipercomprato e ipervenduto. Risulta molto importante, a livello grafico, analizzare le opposizioni tra l'RSI e la direzione del trend: tutto ciò potrebbe risultare utile per predire eventuali momenti di debolezza del mercato.
  • macd indicatore stocastico: il Moving Average Convergence Divergence rappresenta le convergenze e le divergenze delle medie mobili. Per definire nel dettaglio questo strumento vengono usate tre termini differenti (ovviamente è possibile prendere in esame diversi periodi di tempo brevi e lunghi per analizzare i movimenti di prezzo). Parlando di strategie è possibile analizzare l'incrocio della linea MACD con la linea di segnale: in questo senso sapremo che i segnali di acquisto vengono generati da incroci al rialzo (e viceversa).

E' possibile utilizzare le tecniche classiche che riguardano le analisi d'inversione di mercato oppure si possono studiare le differenze che ruotano attorno ai movimenti di prezzo e degli oscillatori. Vediamo come sfruttare gli indicatori per le medie mobili.

Diamone una definizione concreta di medie mobili e oscillatore stocastico

Rappresentano le medie matematiche dei prezzi di uno strumento finanziario, che vengono ricavate prendendo in esame diversi lassi temporali. Nel trading ricordiamo le più importanti:

  • la media semplice mette sullo stesso piano, attraverso il suo calcolo, tutti i dati analizzati
  • la ponderata dà maggior importanza agli ultimi valori analizzati; il tutto per ottenere maggior precisione da sfruttare come stima più precisa degli andamenti del mercato
  • la media esponenziale assegna un peso minore ai prezzi del passato
  • quella adattiva (viene denominata in questo modo perché è in grado di adattarsi ai diversi scenari che il mercato propone)

Come si calcolano (non esiste solo excel)

Oggi sul mercato sono presenti diversi software di grafica finanziaria in grado di analizzare i dati che gli date in pasto senza problemi e con pochissimo tempo. Una volta ottenuta una media la si deve semplicemente utilizzare come indicatore di trend. Nel momento in cui i prezzi si spingono sopra la nostra media avremo un segnale di acquisto e viceversa otterremo un segnale di vendita quando ritorneranno al d sotto della media.

Incrociare due medie differenti (anche se sono in regressione)

E' possibile incrociare due medie differenti, prendendo in esame due lassi temporali differenti. I segnali che ci interessano verranno generati quando la media mobile più veloce incrocerà quella più lenta.

Sottolineiamo il fatto che la media mobile è molto utile ma può generare dei falsi segnali. Si consiglia dunque di incrociare i dati che escono dall'analisi di questi indicatori con altri dati dovuti magari agli oscillatori.

La Advance Decline Line

La Advance Decline Line è un indicatore molto importante perché aiuta a prevedere le tendenze successive a quella in atto. In sintesi è una linea che esprime in modo cumulativo tutte le differenze fra titoli in rialzo e titoli in ribasso.

L'elemento che ha condotto alla creazione di questo tipo di strumento è che in un mercato rialzista o al ribassista, con una tendenza definita, la maggior parte delle attività quotate o dei settori coperti si muoverà all'interno di una tendenza generale. Un movimento nel segno opposto da un segnale della raggiunta debolezza di questa tendenza e quindi l'idea che questa verrà ribaltata.

Per fare un esempio pratico e vedere sul campo come questo indice opera, sono stati presi i dati settimanali degli indici della Borsa Merci di Chicago e si sono contati il numero dei settori in crescita per ogni settimana. La percentuale relativa a tale termine rappresenta proprio la Advance Decline Line, ossia una media mobile a 40 termini. Al grafico dove viene tracciata la linea, aggiungiamo una media mobile a 15 termini che rappresenta l'indice CRB Commodity, ossia l'indice generale.

Il risultato che verrà fuori dal nostro grafico dunque sono due linee di differenti: la Advance Decline Line cambia sempre prima della media dell’indice, ossia segnala prima il cambiamento della tendenza, la svolta del mercato.

Ancora una volta è bene ripetere che questo oscillatore deve essere inteso come un indicatore accessorio, che deve essere affiancato ad una analisi a tutto tondo del mercato; nessun indicatore di per sé è infallibile. Tuttavia sicuramente aiuta nell'individuare un cambiamento nei trend del mercato.

Formula per l'oscillatore stocastico

L’oscillatore stocastico si compone in particolare di due linee che vengono definite dalle formule:

%K= 100 * ((Pc(i)-Min(n)) / ((Max(n)-Min(n))

%D= è la media mobile a 3 giorni di %K dove: PC(i)= l’ultimo prezzo di chiusura; n= il numero di osservazioni (viene solitamente impostato a 14 periodi); Max(n)= massimo fatto registrare dai prezi nel corso delle ultime osservazioni; Min(n)= minimo fatto registrare dai prezzi nel corso delle ultime osservazioni.

oscillatore stocastico tra gli indicatori di trading

E' quindi composta da due linee, %K e %D, che oscillano all’interno del range 0 - 100 punti: valori prossimi a 100 indicano che il titolo è vicino ai massimi del periodo di osservazione; valori prossimi a 0 indicano che il titolo è vicino ai minimi degli ultimi n giorni.

Le formule precedenti definiscono quello che viene chiamato “fast Stochastic”, in cui i valori %K e %D sono calcolati rispettivamente a 14 giorni e come media mobile lineare a 3 giorni. Esiste poi una versione lenta dell’oscillatore Stocastico “slow Stochastic” che consente di generare curve più lineari e meno erratiche e che viene calcolato in questo modo:

%K(slow)= è la media mobile a 3 giorni di %K

%D(slow)=  è la media mobile a 3 giorni di %K(slow)

Come utilizzare l’oscillatore Stocastico

Sia nella versione fast che nella versione slow, viene utilizzato per:

  • Individuare situazioni di ipercomprato o di ipervenduto. I valori di %K superiori agli 80 punti evidenziano una situazione di ipercomprato e valori inferiori a 20 punti individuano uno stato di ipervenduto;
  • Fornire segnali di acquisto e di vendita generati dagli attraversamenti della linea %K con la linea %D. Si genera un segnale di acquisto quando la %K taglia, dal basso verso l’alto, la linea %D partendo dalla sua area di ipervenduto, si genera un segale di vendita quando la %K taglia, dall’alto verso il basso, la %D partendo dalla sua area di ipercomprato.
  • Individuare possibili divergenze. In un trend ribassista seguita da prezzi si cercheranno divergenze positive (ossia due minimi crescenti all’interno dell’area di ipervenduto) di %K o di %D in grado di fornire interessanti segnali di acquisto. In un trend rialzista si devono invece individuare divergenze negative (ossia due massimi decrescenti all’interno dell’area di ipercomprato) di %K o di %D in grado di anticipare possibili correzioni.

Individuazione di divergenze tra il comportamento dei prezzi

immagine d'esempio sul mondo del forex e oscillatore stocastico

Le divergenze sono un tipico segnale di allerta che, in alcuni casi, può anticipare un’inversione di tendenza:

  • Divergenza positiva/rialzista: si tratta di quel momento in cui l’oscillatore non conferma una tendenza in negativo in cui si sono stati inseriti i prezzi. Tutto questo accade nel momento in cui i prezzi arrivano ai minimi decrescenti con l’oscillatore che si porta all’interno della sua area di ipervenduto ma, invece di confermare il trend negativo, disegna minimi crescenti.
  • Divergenza negativa/ribassista: E cioè, il momento nel quale l’oscillatore non crea una tendenza dove i prezzi sono stati inseriti. Succede quando i prezzi disegnano massimi crescenti con l’oscillatore che si porta all’interno della sua area di ipercomprato ma, invece di confermare il trend positivo, disegna massimi decrescenti.

L’inversione ribassista del trend si perfeziona quando i prezzi scendono al di sotto della trendline.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group