L’attività finanziaria di oggi, grazie all’uso delle tecnologie dei computer e di internet, riesce a svolgersi in tempo reale e comunque brevissimo. Si possono fare operazioni o investimenti su decine di prodotti, dalle materie prime ai titoli di Stato di vari Paesi, ed in tutto il mondo. Gli istituti finanziari e le rispettive azioni rappresentano tra i prodotti oggetto di quest’attività d’investimento. Tra le realtà italiane, vi troviamo, ad esempio, quella che coinvolge le azioni Ubi Banca, uno dei maggiori gruppi del nostro panorama economico-finanziario.

Per coloro che fossero interessati ad effettuare operazioni su tale istituto, come può essere appunto l’eventuale acquisto di azioni, è possibile fornire una serie di informazioni, che potrebbero risultare utili per avere un quadro generale sulla situazione finanziaria dello stesso. Infatti, la conoscenza approfondita di un prodotto, permette di evitare che si possano effettuare degli investimenti erronei su di esso e, di conseguenza, correre il rischio di perdere del denaro.

Le azioni: cosa sono 

titoli azionari – comunemente chiamate “azioni” – sono quote di capitale di un’azienda che possono essere acquistate. I possessori di queste quote – gli azionisti – maturano così diritti patrimoniali (distribuzione degli utili) e amministrativi (voto in assemblea) in base alla performance e all’andamento finanziario della società emittente e in base alla quantità di azioni acquistate.

Le azioni si differenziano dalle obbligazioni perché le azioni non prevedono il diritto di credito verso la società emittente: per recuperare il capitale investito in azioni è necessario rivendere il titolo ad altri acquirenti investitori.

Investire in azioni è una buona fonti di guadagno e di crescita, ma allo stesso tempo espone gli azionisti ai rischi legati alle oscillazioni di valore delle azioni stesse della società.

Le tipologie di azioni

Esistono tre categorie principali di azioni:

  • Azioni ordinarie: si tratta di azioni “nominative” che forniscono la garanzia all’azionista investitore di partecipare al diritto ai dividendi, al diritto di rimborso del capitale in caso di liquidazione dell’azienda e al diritto di voto durante le assemblee societarie straordinarie e ordinarie;
  • Azioni di risparmio: si tratta di azioni emesse dalle società quotate e che forniscono agli azionisti privilegi di natura patrimoniale come la distribuzione dei dividendi. Non hanno, però, il diritto di voto nelle assemblee societarie;
  • Azioni privilegiate: si tratta sempre di azioni nominative che danno all’investitore il diritto di proprietà in sede di distribuzione dei dividendi e in caso di liquidazione della società. Hanno solo il diritto di voto per le assemblee straordinarie, ma non le ordinarie.

Dove si comprano le azioni

Le azioni in Italia si possono acquistare in Borsa che è il luogo delle negoziazioni e degli scambi dei titoli. Il mercato azionario si divide in primario e secondario.

Sul mercato primario le aziende possono vendere direttamente le azioni societarie. Sul mercato secondario gli azionisti, invece, possono rivendere i titoli precedentemente acquistati sul mercato primario.

Si può, quindi, dedurre che le aziende operano sul mercato primario, mentre gli azionisti (acquirenti e investitori) si muovono sia sul mercato secondario che sul primario.

Come comprare le azioni

L’acquisto delle azioni si svolge in tre modalità diverse:

  • Ci si rivolge a una Società di intermediazione Mobiliare (SIM);
  • Ci si può recare presso lo sportello di un istituto di credito e affidarsi a un consulente finanziario della banca;
  • Acquistare direttamente online tramite le piattaforme di trading.

Nell’ultimo caso, anche se si tratta della soluzione più pratica e indipendente, il rischio è maggiore perché non si opera con la tutela e l’affiancamento di un consulente esperto. Il trading online può essere fatto comodamente da casa e indipendentemente da intermediari di consulenza, ma questo implica il possesso da parte del trader di conoscenze approfondite e non dilettantistiche dei mercati finanziari. Tuttavia, è possibile per il trader online seguire corsi, o persino richiedere un’assistenza gratuita o a distanza in materia di investimenti in azioni sia dai funzionari della propria banca di fiducia sia tramite le consulenze offerte dalle stesse piattaforme di trading. Anzi, è sempre auspicabile trovare piattaforme di brokeraggio online che forniscano tra i loro servizi la possibilità di fare dei test di negoziazione in versione “demo” e che offrano l’assistenza di consulenti in qualsiasi occasione.

La situazione attuale di questo istituto bancario  

immagine contenuta nell'articolo per investimenti con azioni Ubi Banca

Il gruppo Ubi Banca ha origine nel 2007 dalla fusione tra Banche Popolari Unite e Banca Lombarda e Piemontese e rappresenta il quarto istituto per sportelli nel nostro Paese, oltre 1600, sparsi nella maggior parte delle regioni, con una quota di mercato pari al 7% ed una clientela di circa 4 milioni di utenti. In particolare, l’istituto tende ad operare con quella prevalentemente retail e quindi con piccole e medie imprese e famiglie.

Le attività di questo gruppo bancario di origine cooperativa, in Italia, sono organizzate in grandi aree territoriali soprattutto nel Nord ed una nel Centro-Sud. Tuttavia, non mancano sedi importanti in tutto il mondo che, attraverso la Ubi World, offrono considerevole sostegno alla clientela ed alle società italiane operanti all’estero. Tra le sedi ricordiamo Mosca, Dubai, Shangai, New York, San Paolo del Brasile, Hong Kong, Madrid e Casablanca.

L’Ubi Banca lavora in base ad un modello federale, in cui la società capofila tende ad accentrare interamente le funzioni di gestione e controllo. Fanno parte di questo gruppo, tra gli altri, la società Prestitalia e la IW Bank, istituto finanziario online specializzato nella gestione degli investimenti sia di singole persone che delle famiglie. A livello economico, nel 2017, questa realtà ha visto un utile d’esercizio attivo per 690 milioni di Euro, contro un passivo di 830 milioni registrato l’anno precedente.

Un trend che si è confermato nel 2018, infatti, nel secondo bimestre del 2018, la Banca ha chiuso con un utile netto di 91,2 milioni di € per un risultato complessivo per l’anno di 208,9 milioni di euro, il miglior utile degli ultimi 10 anni, confermando le tendenze positive in termini di costi e ricavi.

L’andamento economico del gruppo

Al 30 giugno 2018, il patrimonio netto del gruppo, incluso l’utile ammonta a 8.964.893 mila euro, mentre la forza lavora risulta costituita da 21 124 risorse e una presenza sul territorio con 1812 sportelli.

I punti di forza di questa banca

Tra gli elementi positivi senz’altro vi è il suo ottimo posizionamento nel panorama economico-finanziario italiano, infatti rientra nelle principali cinque banche per numero di sportelli aperti sul territorio (e quindi una vasta rete di agenzie e succursali) e per capitalizzazione borsistica. Inoltre, altro fattore favorevole, gli introiti sono per la maggior parte derivanti dall’attività di retail (oltre i tre quarti), che rappresentano tra i comparti più redditizi per gli istituti bancari. Tutti elementi positivi per eventuali investimenti.

I punti di debolezza di tale istituto

Un fattore sicuramente negativo è che, sebbene questa banca abbia un ottimo posizionamento nel nostro Paese, evidenzia una modesta presenza nel mercato europeo ed in generale in quello internazionale. Essendo perciò un gruppo prevalentemente regionale, potrebbe subire, con maggiore facilità rispetto ad altri, le conseguenze negative di problemi geo-economici. In altre parole, in caso tornasse una nuova crisi economica o del debito pubblico italiano, Ubi Banca potrebbe subirne pesanti ripercussioni e vedere le sue azioni penalizzate sul mercato.

Altro elemento a sfavore riguarda la notevole crescita dei costi di gestione di questi anni. Infatti, l’incremento di tali spese rappresenta un considerevole svantaggio, soprattutto riguardo all’agguerrita concorrenza presente nel comparto bancario, in particolare europeo. Tutti questi fattori negativi devono far riflettere e possono influenzare quei soggetti che vorrebbero fare degli investimenti e degli acquisti delle azioni di tale istituto.

In conclusione, Ubi Banca rappresenta un’importate realtà del settore bancario nazionale, tuttavia, come altri gruppi del nostro Paese, le sue dimensioni ed attività sono limitate in confronto alla concorrenza europea. Perciò fortemente a rischio in caso di crisi finanziaria internazionale. Un elemento a suo favore potrebbe giungere nel caso ampliasse e diversificasse i suoi ambiti di attività.

Conviene dunque investire nelle azioni UBI Banca?

UBI Banca è uno degli attori finanziari più solidi in Italia. Considerando la buona performance del gruppo e gli esiti di bilancio interni, investire nelle azioni UBI Banca si conferma vantaggioso, a fronte dell’alta volatilità del settore e dell’evoluzione del comparto bancario italiano.

Per determinare se una banca è solida, sicura e affidabile, occorre controllare due parametri:

  • Il patrimonio di vigilanza che si esprime con la sigla CET1 Ratio il cui valore deve attestarsi minimo all’8% per determinare la salute di una banca; e
  • Il rating (o giudizio) attributo dalle società specializzate che per le loro valutazioni si basano sulla forza di una Banca rispetto alla possibilità di pagare il proprio debito.

In base ai suddetti parametri, UBI Banca risponde positivamente a entrambi e in quanto al rating, l’Università Bocconi, per esempio, posiziona UBI Banca in seconda posizione dopo Banca Intesa San Paolo per affidabilità e solidità, a conferma della bontà degli investimenti nelle azioni UBI.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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