Le cripto valute rappresentano, ormai da qualche anno, una fetta del mercato finanziario discretamente influente e anche redditizio, soprattutto se si pensa al “capostipite” Bitcoin, seguito da Ethereum e Ripple e proprio sull’onda del successo di queste valute virtuali, ne sono state “coniate” molte altre più o meno affidabili, come le criptovalute emergenti nei circuiti finanziari, ma che possono rendere instabile il mercato. È bene fare chiarezza tra le cripto valute, conoscerle per investire consapevolmente, sapendo che in ogni caso il rischio di investire in cripto valute è sempre molto elevato. Vediamo allora le nuove criptovalute emergenti.

Cosa nasconde il boom delle cripto valute

Il 2018 è stato un anno di grande entusiasmo ed esuberanza dei mercati verso le cripto valute e molte si sono rivelate anche delle “truffe” che hanno comportato un inevitabile declino e scetticismo, per cui i mercati finanziari dall’inizio del 2019 – in un contesto generale ribassista – sono molto più orientati verso la cautela, favorendo solo le cripto valute alternative che funzionano efficacemente e che hanno alle spalle un progetto valido e promettente.

Il boom delle criptovalute emergenti è giustificato anche dalle possibilità di acquisto online tramite i punti di Exchange e il trading online che permette la speculazione sulle quotazioni di cambio tra le valute senza doverle necessariamente possedere.

Come si attribuisce una valutazione alle cripto valute?

Per determinare il valore delle criptovalute emergenti concorrono diversi fattori.

  1. L’adozione delle monete: l’accettazione di una moneta tradizionale è sostanzialmente affidata alla Stato che la conia, mentre l’accettazione e il riconoscimento di una cripto valuta è esclusivamente basata sulla volontarietà degli utenti di adottarla e utilizzarla. Una cripto valuta è un progetto vuoto se non ci sono utenti disposti a “riconoscerla” e darle “dignità” di moneta. In genere, una proprietà generale del denaro è che questo sia diffusamente accettato e, infatti, riguardo al BitCoin si stima che il 90% del suo valore sia costituito dal numero degli utenti che la adottano. Per far sì che una moneta sia comunemente accettata occorre che vi sia la diffusa considerazione che anche altri utenti adotteranno quella determinata moneta, seppur virtuale.
  2. La sicurezza: un fattore che determina il prezzo di una cripto valuta è il suo grado di sicurezza e in questo caso per essere affidabile, una cripto valuta deve essere “decentralizzata” ovvero la sua produzione – o mining in gergo – non può essere affidata a un’unità centrale che potrebbe alterarne il record transnazionale.
  3. L’innovazione: una criptovalute emergenti valuta davvero utile deve puntare al miglioramento della propria tecnologia senza perdere in sicurezza. Una moneta virtuale stagnante, che non riceve aggiornamenti o che non funziona è il segnale che gli sviluppatori non sono in grado di stare al passo con le tecnologie che mutano. L’innovazione è, però, uno degli elementi più difficile da stimare nella formazione del prezzo di criptovalute emergenti.

Come si “conia” una cripto valuta: il mining

Criptovalute emergenti

Una cripto valuta è anche chiamata in gergo “token”, i due termini si equivalgono e con essa si possono effettuare acquisti di qualsiasi genere, dalle bollette alla spesa settimanale fermo restando che la controparte accetti questa forma di pagamento. Allo stato attuale, solo alcuni siti di e-commerce accettano i pagamenti in cripto valute, ma se la moneta non esiste fisicamente, di cosa si tratta?

Considerato l’oro del terzo millennio, l’attività di creazione di criptovalute emergenti viene chiamata mining che in inglese significa “minare”, fare un lavoro di estrazione in miniera. Tuttavia, la difficoltà nel coniare cripto valute non consiste nel codice informatico in sé, ma nella potenza dell’hardware che deve svolgere complicati calcoli matematici. Poiché occorre la potenza di molti PC con hardware potenti, sono nati i cosiddetti siti di mining, delle piattaforme open source, aperte alle persone che mettono a disposizione, tramite la rete internet, le risorse del proprio PC: l’unione delle risorse dei PC dei vari utenti collegati alla piattaforma tramite la rete permette lo svolgimento di quei calcoli complessi che servono per la creazione di una cripto valuta. Alla fine di una “sessione in miniera”, si ottengono le cripto valute che vengono, poi, distribuite tra i partecipanti.

Criptovalute emergenti nel mondo: quali sono?

Le cripto valute nel mondo sono circa 1300, di queste le più conosciute e performanti sono il BitCoin, Ethereum, BitCoin Cash, e ancora le criptovalute:

  • Dash;
  • LiteCoin;
  • Monero;
  • BitConnect;
  • ZCash;
  • Bitcoin Gold

Tra queste, Neo è la cripto valuta dal valore corrente più basso, mentre le altre hanno prezzi davvero molto alti (fino a 15.000 € per il Bitcoin), ma le oscillazioni sul mercato sono imprevedibili, per cui chi specula sulle valute è consapevole di dover sempre tenere sotto controllo le dinamiche dei mercati. Tuttavia vi sono almeno altre 10 criptovalute minori dai valori bassi, ma su cui poter puntare e investire nella speranza non poco remota di futuri rialzi. Si tratta di criptovalute emergenti, ma dai progetti e tecnologie di fondo valide per il futuro:

  • Ardor;
  • EOS;
  • Iota;
  • NEM;
  • Nxt;
  • Ripple (molto apprezzata dai circuiti bancari);
  • Stellar;
  • Stratis.
  • Tether;
  • Tron.

Dove si comprano le cripto valute?

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Se non esiste una banca dove “depositare” le criptovalute emergenti e non, sorge spontaneo chiedersi dove si acquistano, dove si “depositano” e qual è il rischio di esserne “derubati”? I codici crittografici delle cripto valute – a oggi – non sono mai stati violati dagli hacker, risultando tra i sistemi informatici più sicuri al mondo; gli Exchange point sono i luoghi virtuali deputati allo scambio e acquisto di moneta virtuale, le due piattaforme mondiali più grandi e affidabili sono Coinbase e Kraken.

  1. Coinbase: è l’exchange point più famoso al mondo con milioni di iscritti perché affidabile e semplice da utilizzare. È possibile selezionare diverse lingue tra cui l’italiano e questo agevola molto negli investimenti, senza rischi di incomprensioni. Per vendere e comprare cripto valute su Coinbase è sufficiente registrarsi e iniziare le trattative. I metodi di pagamento accettati sono tramite carta di credito, PostePay o Paypal.
  2. Kraken: è un exchange point meno basilare e che si rivolge a chi ha già esperienza con le cripto valute. Una volta creato l’account, si possono comprare e vendere fino a venti tipologie di cripto valute o token e si possono impostare parametri personalizzati sugli investimenti sganciati dagli automatismi correlati all’andamento dei mercati (rialzo/vendo –ribasso/acquisto e viceversa), cercando di massimizzare i profitti, ma bisogna essere abili scrutatori del mercato ed essere sempre connessi (anche se si possono impostare regole quando si è offline).

La regolamentazione in Europa

L’avvento dell’Internet 2.0, ha portato allo sviluppo di una nuova economia basta proprio sugli scambi via web, Sé già dai primi anni 2000 il commercio online, ha spostato gli equilibri dell’economia mondiale, negli ultimi 10 anni sono nate una serie di “monete” delle criptovalute, che promettono di rivoluzionare tutto il mondo economico. Le criptovalute sono considerate valute paritarie, digitali che si basano sul principio della crittografia e l’anonimato per convalidare transazioni e per la generazione in sé. In sostanza si tratta di monete digitali, basate su un sistema di scambio d’informazioni sicure e che, per natura stessa, non posso essere hackerate o intercettate con facilità.

La loro validità è data naturalmente dalla rete stessa, che ne riconosce alcune e ne permette lo scambio in cambio di prodotti o servizi a seconda dell’azienda.

Da alcuni anni, dopo aver capito l’importanza e la solidità, alcuni Stati nel mondo hanno aperto al loro utilizzo anche fuori dalla rete. Ad esempio, in alcuni paesi è possibili acquistare biglietti dei servizi pubblici o possiamo trovare negozi fisici che accettano l’utilizzo delle criptovalute.

Uno dei vantaggi delle criptovalute è il fatto che non sono stampante e coniate dai governi, come le tradizionali monete, ma sono decentralizzate, perciò non subiscono l’inflazione o la perdita di valore dovuta alle manovre di uno Stato o di un governo.

Naturalmente questo è considerato anche una criticità perché non sono garantite da nessuna autorità governativa, e molti credono si stia dando valore a qualcosa che di norma non ha valore.

immagine contenuta nell'articolo sulla regolamentazione delle cripotvalute

L’esplosione delle criptovalute e la loro affermazione nel web hanno portato i vari paesi nel mondo a regolamentare questa valuta virtuale.

Proprio in virtù della maggiore diffusione, nel 2018 l’Europa a riconosciuta le criptovalute come monete elettroniche, con l’obbligo agli Stati membri di applicare le direttive entro il 2020.

Entro questa data le valute digitali saranno riconosciute come monete avente corso elettronico.

La direttiva europea si colloca subito dopo il Giappone, che ormai da diverso tempo le riconosce a tutti gli effetti.

Le perplessità generali derivano soprattutto dalla non tracciabilità dei proprietari, argomento che ha sempre destato preoccupazioni perché sono un ottimo modo per il finanziamento di attività illecite o per il riciclaggio di denaro.

Questo problema troverebbe però facile soluzione proprio con la regolamentazione del mercato, che garantirebbe maggior controllo e sicurezza. Per questo tramite il parlamento europeo si è raggiunta la conclusione di riconoscere le criptovalute e inviare una direttiva che dovrà essere accolta dagli Stati membri.

Le criptovalute in Italia

In questo momento, le valute digitali sono legali (non esiste legge che le vieta), ma c’è grande controversia dal punto di vista fiscale. Nel 2017 è entrata in vigore la quarta direttiva antiriciclaggio, che per la prima volta tiene in considerazione il settore delle criptovalute e accomuna i prestatori di servizio di questo tipo ai “cambiavalute” e sono quindi consideratori operatori non finanziari.

Le difficoltà per il fisco sono molte, in primo luogo perché le criptovalute che noi “possediamo” sono in realtà proprietà del sito dove si appoggia il nostro portafoglio, e noi abbiamo solo la possibilità di accederci in ogni momento e di usarle per i nostri scambi. Quindi visto che i maggiori siti di Exchange (così sono nominati chi ci permette di possedere valuta digitale) si trovano all’estero non sarà compito del fisco italiano pretendere il pagamento delle tasse relative.

Tramite questa direttiva si sta cercando di creare un registro dove le aziende che operano nel settore dovranno iscriversi per poter essere riconosciute ed operare in Italia.

Viste le nuove direttive europee, la legislazione italiana è ancora poco precisa su questo argomento e si dovrà attendere probabilmente il 2020 ( o poco prima) per avere un mercato chiaro e regolamentato. 

Un uomo misterioso che ha affrontato l’incertezza: William Gann

Una domanda che in molti si pongo, nella misura in cui viene proposto loro di investire sulle criptovalute è: “Quali sono i rischi in cui incorro e il gioco vale veramente la candela?”  La paura tra i neo-trader è tanta e, mentre alcuni  sono fedeli sostenitori che si  possa arrivare a raggiungere una cifra sempre più alta nel giro di pochi mesi, altri vivono dei movimenti sbagliati che li porta a terribili conseguenze. D’altronde è bene ricordare: questo genere di esperienza non si può vivere con leggerezza ma con meticolosità e attenzione. Le aspettative e le previsione tantissime e, in genere si mantengono su una soglia alta, ma una cosa è di estrema certezza: nessuno in questo pianeta ha la possibilità di predire il prezzo di Bitcoin o di qualsiasi altra crittovaluta esistente. La vera domanda però quando si investe in questa realtà è: “Quali sono i fattori che devono essere tenuti in considerazione prima di investire?” Di questo ci informa un pioniere nell’investimento finanziario: William Delbert Gann, grande economista proveniente dal Texas è stato capace, a conclusione della sua carriera, di ottenere ben 55.000.000 dollari negli anni ‘50.

Un uomo semplice, proveniente da un contesto povero e molto praticante della religione cristiana.  Già dell’inizio della sua carriera,  le sue previsioni cominciavano a manifestarsi con una continuità senza precedenti e gli consentirono di ottenere una grande fama in tutti gli Stati Uniti. Gann fu capace di stimare il crollo del 1929 della borsa di Wall Street, e riusci a capire, prima degli altri,  il meccanismo su cui si basava la variazione del prezzo del grano in modo completo, acquisendo  il titolo di  vero e proprio “guru” della finanza. Lui era  un pazzo fanatico seguito e apprezzato, ma come ha fatto a guadagnare in maniera continuativa e senza inciampare in un crollo? Questo grande economo rivelò verità nascoste attraverso aforismi ed era sua abitudine parlare della “legge di vibrazione”, mediante la quale tutte le leggi del mondo funzionano sulla base di un significato.  Chi era veramente Gann?un pazzo? Un genio?  Tutto il suo successo si edifica su una teoria sviluppata in e 24 punti fondamentali, indirizzati per tutti coloro che voglio intraprendere una vita da trader di successo. Questi punti possono trovarsi anche in rete e, se studiati bene e seguiti con cura, possono diventare la chiave per un nuovo modo di vivere la finanza online.

Bitcoin e Cryptocurrency, la storia e le differenze

Quando parliamo di bitcoin, ci riferiamo soltanto a una delle tante criptovalute in circolazione. Esattamente come l’euro, insomma, che di certo non è la sola moneta che circola ovunque nel mondo. D’altro canto, è bene ricordare che il Bitcoin è stata la prima criptovaluta universalmente riconosciuta, sia dal pubblico che da un punto di vista mediatico. Questo primato è indubbiamente dipeso dal suo elevato valore. Questo metodo di pagamento risale al lontano 2009 e il suo inventore è conosciuto in tutto il mondo soltanto con uno pseudonimo, ovvero Satoshi Nakamoto. Questo tipo di moneta, esattamente come le altre criptovalute non viene controllata da banche, ma il suo valore dipende soltanto dalla domanda e dall’offerta.

Ogni criptvaluta viene gestita su una piattaforma specifica e ha il proprio valore e Bitvavo rappresenta una delle piattaforme più semplici e immediate da utilizzare per i piccoli investitori che decidono di muovere i primi passi nel grande mare delle monete elettroniche. Ma perché nascono queste monete elettroniche? Senza dubbio per non perdere valore a causa dell’inflazione, come invece accade alle normali monete in circolazione oggi. Inoltre, consideriamo anche che la Banca Centrale Europea (BCE) emettendo denaro deve far perdere alla moneta in circolazione, l’euro, una minima parte del suo valore. La criptovaluta invece si comporta all’opposto, perché mira ad acquisire maggiore valore col passare del tempo.

Perché? Perché, al contrario di quello che avviene per la moneta “stampata”, in questo caso non viene immessa nuova moneta sul mercato elettronico o comunque una quantità molto esigua. Per comprendere meglio in cosa consiste davvero una criptovaluta, dobbiamo parlare di blockchain. Partiamo da qui: da una immaginaria catena di blocchi che venga distribuita in tutto il mondo, alla catena si può agganciare chiunque, prendendosi una parte di “chain”. Ognuno è certo di essere il solo proprietario della sua parte, in quanto eventuali modifiche o duplicazioni comporterebbero delle ulteriori modifiche a pezzi della catena che non sono di proprietà dello specifico utente. Insomma, questa immagine sta alla base di quello che avviene con le criptovalute, che consentono sempre di registrare transazioni e spostamenti di valore, esattamente come accade in una normale banca. Inoltre, la catena di blocchi rende davvero difficile furti o duplicazioni.

Inoltre le transazioni avvengono attraverso degli automatismi, senza intermediari, al contrario delle operazioni bancarie che facciamo, in cui è sempre l’istituto bancario a fare da tramite. In questo modo, invece, effettuando un pagamento con una criptovaluta, facciamo a meno degli intermediari.

Le differenze tra valuta fiat è moneta criptata: vantaggi indiscutibili delle Cryptocurrency

La moneta virtuale non richiede ponti di passaggio o intermediazioni: Chiunque decida di investire all’interno di questo settore, ottiene una metodologia sicura per quanto riguarda il possesso, senza doverla prestare ad una banca fisica. Chi possiede per cui il capitale della propria moneta, ne è il legittimo proprietario e non deve dipendere da un creditore di una banca. 

Per di più, sfruttando la moneta virtuale, vengono meno tutti i costi di intermediazione, eccetto che per la bassa commissione per la formazione dei blocchi della blockchain Non è bastevole fidarsi di un ente  che garantisca il valore del denaro scambiato, il denaro crittografato non è sequestrabile e, la transazione, è riconosciuta da tutti coloro che accettino un protocollo. I costi di transazione, nel caso della moneta virtuale, sono fissati e molto bassi ma attenzione, perché nel caso di Bitcoin i costi sono al momento tenuti artificialmente elevati, causa un limite posto al blocksize per promuovere nuove tecnologie per diminuire i costi. Con una moneta immateriale i tempi si velocizzano notevolmente e, la distanza geografica non ha mai costituito un problema A causa del fatto che non sono necessarie delle banche fisiche all’interno di questo sistema, ed essendo la quantità di criptomoneta non modificabile arbitrariamente, una banca è nella totale  impossibilitata ad operare un’espansione monetaria in modo così indiscriminato. Lo Stato ha minori strumenti di controllo sull’economia virtuale, lasciando aria ad un più efficiente equilibrio di libero mercato.

Bitvavo: il più grande ed economico sistema di cambi

Oggi, per connettersi facilmente a diverse valute da un’unica piattaforma sicura, molti utenti utilizzano Bitvavo, una piattaforma che garantisce metodi di pagamento affidabili perché puoi comprare direttamente valuta digitale con i tuoi metodi di pagamento preferiti. Bitvavo non applica in alcun caso commissioni di trasferimento per i depositi in euro. In secondo luogo questa piattaforma è sicura, perché gestisce la maggior parte delle tue risorse nei cosiddetti "Cold Wallets" e protegge il tuo account con l'autenticazione a due fattori, le notifiche di sicurezza e le conferme via email. Infine Bitvavo è semplice, non devi creare un wallet per la valuta digitale che compri e vendi.

Bitvavo è inoltre accessibile sul tuo cellulare e da qualsiasi luogo. Bitvavo è il più grande ed economico sistema di cambi o criptovaluta exchange dei Paesi Bassi dove è presente anche la possibilità di acquistare, vendere, depositare e  infine prelevare valuta digitale in modo semplice e sicuro. 

Un'API multifunzionale, capace di essere utilizzata per costruire numerose applicazioni.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group