Oggi approfondiamo la tematica che ruota attorno al cambio euro lira turca. La lira turca ha attirato parecchia attenzione da parte degli investitori internazionali, in quanto il suo tasso di cambio è crollato, nel 2018, di circa il 40% del suo valore. Ma perché?

Motivazioni del crollo

Le motivazioni del crollo della lira turca sono molteplici e riguardano campi molto diversi e variabili che, sfortunatamente per i possessori di questa valuta, si sono combinate facendo sprofondare i tassi di cambio euro lira turca.

Una prima motivazione è sicuramente il deficit a cui la politica monetaria nazionale sta andando incontro. Bisogna ricordare che c’è un rapporto molto stretto tra la BCE e il governo, il che rende impossibile per il governo turco controllare la politica monetaria nazionale, in quanto deve essere in linea con le direttive europee, pur non facendo parte di fatto dell’eurozona. A questo bisogna unire la forte instabilità politica della nazione e la personalità di Erdogan, che ha trasformato la democrazia turca in repubblica presidenziale.

Questo ha portato a una perdita di sfiducia da parte degli investitori, non più interessati a operazioni in un paese in deficit. Questo in Turchia viene visto, dai conservatori, come un complotto, ma ovviamente non può essere definito tale in quanto le motivazioni che spingono gli investitori ad allontanarsi dalla Turchia sono molteplici e chiare. Tutto ciò accade nonostante i numerosi vantaggi che derivano dal buon rapporto commerciale che la Turchia ha con USA e il resto d’Europa.
Tutto ciò è reso ancora più tragico dal continuo aumento dell’inflazione nazionale.

La Turchia di Erdoğan e il cambio euro lira turca

La Turchia appare oggi come l’incarnazione del detto “la storia si ripete”, purtroppo, però, non nell’accezione positiva. Essa si presenta infatti come uno Stato fatto di instabilità e confusione in cui si oscilla sempre tra rivoluzioni la cui direzione non appare mai chiara, soprattutto perché qui risulta sempre complesso parlare di modernità e cambiamento, dato il sostegno della tradizione dei più. Proponendosi infatti al mondo musulmano come modello di democrazia, prova a lenire la diffidenza tentando di smontare la visione di chi la percepisce ancora oggi come erede del dispotismo ottomano.
Come molti di voi probabilmente sanno, nel 2005 la Turchia doveva entrare a far parte dell’Unione Europea a sostegno della democrazia, ma in realtà dal 2017 la vediamo come il passaggio obbligato di un terrorismo che ha causato non pochi danni all’occidente, soprattutto in termini di lesione di una libertà che esso si vanta di garantire, in favore di un incremento della sicurezza che stona con gli ideali da sempre presenti.

cambio euro lira turca

Da due anni essa è ormai nelle mani del Presidente Erdogan, primo ministro dal 2003 e capo dello Stato nel 2014, un lento cambiamento per i turchi che ancora una volta si ritrovano a non comprendere pienamente la strada da intraprendere ma un cambiamento veloce al punto giusto agli occhi di Europa e Stati Uniti, impreparati di fronte a questo cambiamento di rotta.
La politica estera di Erdogan, però, ha causato problemi fin da subito perché una volta prefissatosi l’obiettivo di indipendenza da qualsiasi alleanza approfittando della crisi siriana e dell’avversione ideologica e personale nei confronti di Al-Assad, finì per cercare l’intervento armato finanziando l’opposizione siriana, finendo per divenire nemico di paesi come la Russia e l’Iran, schierati con il presidente siriano.

Tutto questo accadde nel 2009 e negli anni la situazione non fece che peggiorare, finendo per creare un’opposizione interna degna di essere definita tale e creando attualmente non pochi problemi al presidente che ne ha tutta la responsabilità.
Nell’ultimo anno anche la Turchia si è ritrovata a dover gestire il massiccio flusso di migranti (tre milioni solo ad Ankara) e come tutti i Paesi europei si trova in difficoltà, ma probabilmente qui i problemi sono molteplici soprattutto perché l’immagine che Erdogan ha in questi anni contribuito a costruire è quella di un paese in declino, fortemente destabilizzato all’interno e inaffidabile agli occhi degli altri Stati, finendo attualmente per dare inizio alla fine della sua amministrazione, data la sfiducia delle grandi città, ma è ancora tutto da vedere!

Storia della lira turca

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La storia della lira turca può essere sostanzialmente divisa in due periodi, ovvero un primo che va dalla nascita della moneta (1923) al 2005, e un altro che dal 2005 arriva fino a oggi.

Nel corso della sua storia la moneta turca ha fatto parte di un sistema di pegging valutario, ovvero un approccio che vede il tasso di cambio euro lira turca di una banca centrale legarsi alla valuta di un altro paese; in particolare, la Lira Turca è stata legata al Franco Francese, alla Sterlina e al Dollaro USA. Dal 2001, però, la Turchia ha vissuto una grave crisi economica e la sua moneta è stata svalutata.

Dopo decenni di forte inflazione, grazie alla concretizzazione di riforme economiche, è stata rivalutata nel corso del 2005; le riforme riguardavano principalmente la privatizzazione di imprese statali, di raffineria petrolifere e società nel campo della telecomunicazione. In questo periodo sono state stampate banconote con tagli sempre più alti e con un valore che era mediamente elevato. Ad Aprile 2016 i tassi di cambio euro lira turca e Dollaro USA/Lira Turca erano rispettivamente 0,35 e 2,8 e ha tutt’ora un’inflazione annua media del 10%

Informazioni finanziarie

Dopo aver esaminato ciò che è successo alla Lira Turca dal 2005 a oggi, possiamo concordare che il trend sia stato decisamente negativo. Come asset, la Lira Turca è senz’altro molto volatile. Nonostante ciò, vale la pena tenere l’attenzione su questa moneta, in quanto è parte di un sistema economico ad altissima potenzialità, con la popolazione che aumenta di circa 1mln all’anno. Questo significa che col passare del tempo aumenta la domanda interna e, conseguentemente, la produzione. Tutto questo, viene però “annullato” finanziariamente dalla politica di deficit.

In seguito alla crisi globale, però, l’economia turca ha avuto performance migliori della media: il suo PIL è cresciuto di circa il 4% annualmente, anche se ha subito alcuni shock (basti pensare al fallito colpo di Stato nel 2016). La ripresa però è stata rapida e sono cresciuti gli investimenti stranieri.

Andamento del tasso di cambio euro lira turca

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Ma ora, parliamo di numeri: intorno al 10/3/18 la Lira Turca, secondo dati Bloomberg, ha perso il 13,5% circa contro il Dollaro USA e Moody’s, nel 2016, aveva già modificato il rating finanziario turco in Junk, spazzatura in inglese, ovvero paesi nei quali non vale la pena investire.

Guardando complessivamente allo scenario del 2018 fino ad ora, ci possiamo rendere conto che la Lira Turca ha perso circa il 30%. Oggi i tassi di cambio si aggirano intorno al 6,1 per quanto riguarda l’Euro, con un minimo annuo del 5.9322 in data 15/02/2019 e un massimo del 6.3399 in data 09/01/2019. 

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L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group