Bund Future (abbreviazione di Bundesanleihen) sono i titoli di Stato pluriennali emessi dal Governo tedesco e in tutto paragonabili agli equivalenti BTP italiani. Le scadenze dei Bund variano da 4 a 30 anni. I Bund tedeschi sono impiegati in Germani come strumento finanziario di gestione del debito pubblico e dopo l’introduzione della moneta unica europea (euro) hanno acquistato agli occhi degli operatori un a grande importanza sul mercato obbligazionario tanto da considerarlo un gold standard o benchmark (termine di paragone) nei Paesi dell’Eurozona.

Breve storia del Bund Future tedesco

I Titoli di Stato tedeschi o Bund furono emessi la prima volta l’11 Dicembre del 1952 con cadenze di emissione variabili tra i 10 e i 30 anni, mentre la loro scadenza dopo l’acquisto varia dai 4 ai 30 anni. Relativamente alla cadenza di emissione, il Governo tedesco sta vagliando l’ipotesi di emettere i Bund future ogni 5 anni come in Francia. Con l’introduzione dell’euro, i Bund sono emessi nella valuta europea e sono quotati in borsa con la caratteristica di avere un rendimento annuale fisso, chiamato cedola, a differenza di altri titoli statali a rendimento variabile a seconda l’andamento dei tassi di interesse sul mercato. La solidità dei Bund tedeschi li rende, dunque, affidabili e un termine di paragone all’interno dei Paesi dell’Eurozona e non solo al punto tale da calcolare lo spread (o differenziale) proprio sulla differenza tra i Bund tedeschi e gli altri Titoli di Stato equiparabili e decennali.

Che cos’è?

Il future è un contratto standardizzato sui derivati e si basa su un accordo tra due parti per l’acquisto o la vendita di un’attività (o asset) fissata ad una data futura prestabilita, ma al prezzo pattuito oggi. Esistono contratti future su indici azionari, obbligazionari, valute e materie prime. Nel caso del Bund Future, il sottostante in questione è il tasso di interesse. I derivati sui tassi di interesse rappresentano la quota maggiore di scambio sui mercati finanziari mondiali, basti pensare che il 70 % dei derivati su tassi di interesse sell’euro che sono quotati e liquidati si negoziano sulla piazza principale dell’Eurex Exchange. I Bund future sono legati ai Bund tedeschi, il cui andamento è favorevole e offre un’interessante opportunità di investimento e trading proprio sullo spread, ovvero il differenziale di rendimento tra i Bund e gli altri titoli di Stato.

Investire sul Bund Future

bund future

Lo spread si misura sui titoli decennali di due paesi, per esempio, la differenza tra il Bund con rendimento a 2,16% e il BTP italiano al 6,30%. A prima vista, la considerazione che sorge spontanea è che investire nei Titoli di Stato italiani con quel rendimento è più conveniente e remunerativo che investire sui titoli tedeschi, ma è bene ricordare che in finanza a un maggior rendimento corrisponde un rischio maggiore. Infatti, un alto tasso di rendimento significa maggiore indebitamento dello Stato verso i suoi cittadini, i quali se dovessero richiedere tutti la riscossione dei propri investimenti creerebbero una crisi senza precedenti e indurrebbero lo Stato all’insolvenza e al default; per questo quanto più alto è lo spread, maggiore è il rischio di default o collasso delle Casse dello Stato.

I Bund tedeschi non sono immuni dagli stessi rischi, sebbene è più facile che le aste dei titoli tedeschi rischino di andare “deserte” se i rendimenti – al contrario – sono troppo bassi e poco appetibili per i risparmiatori e gli investitori internazionali. In questi casi è il mercato stesso a innescare movimenti di rialzo dei tassi di interesse anche sui titoli tedeschi; ed è su questo che si può sfruttare il trading sul Bund Future.

Il principio che regola l’andamento del Bund è che all’aumentare del tasso di interesse, corrisponde il calo del prezzo del future e viceversa. Il Bund Future ha per sottostante un’obbligazione con un’oscillazione di prezzo o volatilità più bassa degli indici azionari; il gioco rischioso che permette di fare il contratto future è l’applicazione della leva finanziaria in quanto si deposita un margine a titolo di garanzia presso la banca cui si opera di importo molto maggiore. Da aprile a dicembre 2018, per esempio, i Bund tedeschi hanno seguito un trend costantemente rialzista, toccando i massimi storici tra ottobre e novembre, ciò significa che se un investitore avesse cavalcato tutto il movimento rialzista avrebbe conseguito ingenti profitti puntando sulla crescita dei tassi di interesse tedeschi che sono partiti da 118 punti base per arrivare a 140 e con un “tick” o leva del valore di 10 € ad ogni oscillazione da 1 centesimo si sarebbe ottenuto un guadagno ipotetico di 22 mila euro sulla differenza dei tassi.

È bene ricordare che è sempre molto rischioso investire sui future se non si hanno le appropriate conoscenze in materia finanziaria e che non è opportuno avventurarsi in manovre speculative senza cognizione di causa.

Fare trading con lo spread

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Per fare trading con abilità – oltre alla conoscenza dei mercati – occorre avere tempo e dedizione per monitorare l’andamento dei titoli su cui si investe. L’accesso ai valori in tempo reale si può effettuare online o tramite i report degli istituti di credito o delle agenzie di rating o anche dei quotidiani finanziari specializzati.

Il trading sullo spread – ovvero gli investimenti che puntano sul ribasso o rialzo sui rendimenti dei Bund – si può effettuare proprio sui futures Euro-Bund di Eurex che rappresenta il tasso di rendimento a 10 anni dei Bund. Ogni giorno sono scambiati oltre 1 milione di contratti con il future Bund che è il derivato più popolare in Europa perché ha vantaggi sia operativi che economici per la presenza di meccanismi di stop loss automatici e assenza di rollover. Il guadagno dall’investimento si realizza quando lo strumento su cui si è aperta una posizione lunga – ossia un investimento al rialzo – rende meglio dello strumento su cui si è aperta una posizione corta – ossia un investimento al ribasso. Quindi, se si vuole scommettere su una diminuzione dello Spread si dovranno acquistare posizioni corte su Bund e BTP, per esempio, per importi nominali identici. Lo stesso vale al contrario per chi “scommette” su un ampliamento dello spread.

Un’altra forma di trading su spread si può realizzare investendo sul differenziale tra i titoli aziendali e i Titoli di Stato di un paese di riferimento; questa tipologia contempla l’assunzione del rischio creditizio, ovvero il rischio che l’emittente del titolo non riesca a rimborsare il prestito o a pagare gli interessi dovuti agli azionisti. È sempre più sicuro per gli investitori investire sui cosiddetti beni rifugio come i Titoli di Stato e l’oro.

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Una forma di trading sullo spread ad alto rischio è quello sui junk bond o titoli spazzatura il cui rating è CCC e che puntano sul fatto che il differenziale aumenta quando sale la possibilità di default dell’ente o azienda emittente dei titoli; in particolare, se le società emittenti sono piccole il rendimento può essere molto alto dal momento che le piccole e medie imprese sono spesso prive delle risorse sufficienti per resistere alle gravi crisi finanziarie: quanto più i titoli di Stato vengono comprati a fronte di un cospicuo numero di vendita di titoli spazzatura, tanto maggiore sarà lo spread. Puntare sul rischio default di uno stato o impresa è davvero molto rischioso e privo di scrupoli allo stesso tempo.

In linea generale ciò che fa muovere lo spread è sostanzialmente la paura dei mercati rispetto a determinati scenari, anche se nella realtà non si concretizzano.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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